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Antica chiesa plebana

San Maurizio Canavese
Romanico, gotico, rinascimentale, barocco
Edificazione 
XI secolo

Cenni storico-artistici

La chiesa, con origini risalenti al secolo XI, è orientata con l’abside ad est conforme all’uso passato dalle epoche più antiche sino agli edifici romanici. La stessa fu riplasmata nel secolo XII conservando, di fatto, soltanto l’abside ed il campanile originari. Nei secoli successivi furono apportate modificazioni interne, tra cui, dopo il Concilio di Trento, la costruzione degli altari laterali e lo spostamento dell’altare maggiore. Gli ultimi interventi strutturali, eseguiti intorno al 1720, servirono ad armonizzare le forme dell’edificio e a realizzare la sacrestia nuova.
Le possenti strutture murarie fanno da supporto ad una grande e suggestiva serie di affreschi i più antichi dei quali risalgono all’epoca dell’ampliamento.
La lettura pittorica completa degli interni è ora possibile grazie all’intervento di restauro promosso dall’Associazione Amici dei Beni Culturali Piemontesi, conclusosi nel 2007. La presente scheda riporta una sintetica elencazione delle opere pittoriche esistenti.
L’interno è diviso in tre navate dai grandi arconi di forma goticheggiante.
Nella parete sinistra della navata centrale, a partire dal presbiterio, sono affrescati un San Paolo eremita ed un santo cavaliere, riconducibili all’inizio del ‘400.
Sopra tale pittura vi sono lacerti di un affresco, riconducibile al secolo XIV, che possono identificarsi in san Maurizio ed i suoi compagni della Legione Tebea.
Sui due pilastri della stessa sono stati recuperati affreschi, databili alla seconda metà del ‘400, che rappresentano i Santi Pietro, Paolo, Biagio e Antonio nonché il pregevole martirio di sant’Agata.
Osserviamo ora la parte alta della parete sinistra; ci troviamo di fronte al nucleo figurativo più consistente rappresentato dal ciclo della vita di Cristo, dall’Annunciazione alla Morte in Croce, che costituisce con i suoi 24 episodi, disposti su due registri, uno degli esempi più completi di tale genere di pitture, realizzate a scopo didattico, vere e proprie “Bibbie dei poveri”.
L’opera è stata eseguita dai pittori pinerolesi Bartolomeo e Sebastiano Serra, come documentato dalla pergamena conservata nell’archivio storico di San Maurizio Canavese da cui risulta che il 5.12.1495 il maestro Sebastiano Serra, a nome suo e del padre Bartolomeo, riceveva dalla Comunità di San Maurizio la somma di 50 fiorini a saldo della realizzazione, in questa chiesa, delle pitture raffiguranti la Passione di Cristo.

Nella Cappella del Marchese, di fianco all’altare maggiore, si ammirano scene di martirio, con figure di sante e di uomini armati attribuiti a Giovanni de Scotiis di Piacenza. Spicca per la sua bellezza una santa Lucia, che ricorda i migliori esempi del gotico internazionale; seguono il martirio di S. Caterina d’Alessandria ed infine il martirio di Santa Margherita. Ad un’epoca più tarda (prima metà del sec. XVI) appartiene l’affresco della “Madonna della Misericordia”.
Nell’abside sono stati riportati alla luce lacerti di affreschi e di sinopie risalenti al sec. XII nonché altri affreschi del XV secolo opera dei Serra e del mestro Domenico della Marca d’Ancona.
I restauri hanno portato inoltre al completo recupero, nel sottarco davanti all’altare del S. Rosario della navata destra, di una serie di splendidi ritratti di profeti, di autore anonimo risalenti alla fine del XV, inizi del XVI secolo.
Seguendo cronologicamente gli affreschi siamo giunti all’epoca del concilio di Trento (1545-1563), A tale periodo è riconducibile l’altar maggiore al centro del quale spicca un bel trittico di scuola vercellese in cornice a rilievi dorati.
Impreziosiscono la chiesa un Crocifisso ligneo policromo ascrivibile alla prima metà del XIX secolo, un quadro di metà seicento attribuito al pittore francese Charles Dauphin che rappresenta “Gesù bambino che abbraccia la croce con angeli e simboli della Passione”, una scultura policroma lignea con Cristo deposto di inizio ‘700 dell’ambito di C.G. Plura ed una mensa d’altare in legno lamellare del 2010, opera di Elio Garis.
Gli interventi costruttivi che hanno interessato l’edificio disegnano un susseguirsi di stili architettonici che vanno dal Romanico, al Gotico, al Rinascimento ed infine al Barocco.
Dal 1922 la chiesa è Monumento Nazionale.

 

Bibliografia
- Autori vari, Antica chiesa plebana di San Maurizio Canavese. Il restauro integrato, Araldo De Luca Editore, Roma, 2017
- G. Balma-Mion, Muri archi colori. L’antica chiesa plebana di San Maurizio Canavese, Tipolito Melli, Borgone di Susa, 2001
- C. Novero, G. Destefanis, G. Balma-Mion, Ël pais dle “teste quadre”. Analisi storica, ambientale, artistica della Comunità di San Maurizio Canavese, Tipolito Melli, Borgone di Susa, 1981
- M. Thomas, Trésors de l’art sacré dans les hautes vallées de Maurienne, La Fontaine de Siloé, Montmélian, 2004

Affreschi 
XIII-XVI secolo
Altre opere d'arte 
Trittico altar maggiore di scuola vercellese del 1568, Crocifisso ligneo policromo della prima metà del XIX secolo, quadro di metà seicento di C. Dauphin, scultura lignea di inizio ‘700 con Cristo deposto di C.G. Plura ed una mensa d’altare del 2010
Note particolari 

Presenza di sepolcreti: dei pievani, di confraternite e di famiglie maggiorenti del paese

Il monumento in dettaglio 
Chiesa Plebana, esterno
Indirizzo 
Via De Amicis, in adiacenza al cimitero comunale
Gestione 
Associazione Amici di San Maurizio