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San Giorgio

Valperga
Gotico e tardogotico con interventi successivi
Edificazione 
XI- XV secolo

Cenni storico-artistici

La Chiesa di San Giorgio in Valperga venne edificata su una cappella già presente nella prima metà dell’XI secolo. Pur essendo parte del complesso del castello, la chiesa non era riservata solo ai conti di Valperga, che qui vi trovarono anche sepoltura, ma era aperta al popolo e svolgeva la funzione di chiesa parrocchiale per il borgo che si stava sviluppando intorno alla collina. Alla struttura più antica, costituita dall’abside e da tre cappelle, nel quattrocento vennero aggiunte due cappelle chiudendo il pronao antistante. Due ampliamenti nel XVI e XVII secolo e la costruzione di una nuova sagrestia a lato dell’abside nel XVII secolo conferirono all’edificio la pianta odierna; nel XVI secolo vennero chiuse due delle tre finestre a meridione e le decorazioni in cotto furono murate. Dal Seicento la vita religiosa dei nobili di Valperga si spostò sempre più nelle cappelle private del castello, ma la vera e propria fase di incuria iniziò nel Settecento: l’ultimo intervento fu la ristrutturazione della zona dell’altare maggiore e del coro, con la costruzione di muri destinati a regolarizzare l’aspetto interno della chiesa e l’erezione di una cupola sopra il presbiterio. Dopodiché, nel 1803, si ebbe il trasporto delle funzioni nella parrocchiale della Santissima Trinità. Solo intorno al 1930, grazie all’interessamento del Senatore Giorgio Anselmi di Valperga, vennero effettuati studi e rilievi sul monumento, riportati alla luce gli affreschi interni, poi sottoposti ad un primo intervento di restauro. Tuttavia la Chiesa è oggi visibile in tutto il suo splendore grazie all’associazione “Amici di san Giorgio” che ha attivato un imponente ciclo di restauri dal 2000 al 2007, studi, pubblicazioni e una serie di eventi per la valorizzazione e fruizione del monumento.
L’esterno della Chiesa di San Giorgio doveva avere una ben nota importanza artistica soprattutto nell’Ottocento per le finestre in cotto ornate a formelle e gli affreschi, tanto che l’architetto D’Andrade ne prese spunto per la facciata della Chiesa del Borgo Medioevale di Torino. Notevole anche il campanile in stile romanico lombardo nella cui muratura si aprono tre ordini di bifore con capitello a stampella retto da una colonnina in materiale lapideo.
La ricchezza decorativa dell’interno e dell’esterno si deve ai conti di Valperga che, nel Quattrocento, dovevano dar lustro alla propria casata e manifestare potenza e ricchezza.
Purtroppo gli affreschi esterni, esposti alle intemperie, andarono perduti, tranne uno raffigurante l’Adorazione dei Magi che, in occasione di uno degli ampliamenti, venne incorporato nella Sagrestia Nuova e, grazie a tale fortunata coincidenza, è ancora oggi visibile in tutto il suo splendore. Dai documenti pervenuti sappiamo invece che gli affreschi interni risultavano ancora visibili nel 1614, non più nel 1674: furono coperti di calce forse a seguito della peste del 1630 o per cancellare una espressione artistica e religiosa troppo legata al passato, rimanendo nell’oblio per quasi tre secoli. Il dipinto più antico è un affresco tardo-romanico della fine del XII secolo che raffigura Adamo ed Eva sul muro del campanile verso l’interno della chiesa; della prima metà del XV secolo sono il san Nicola di Bari e la santa Apollonia di Domenico della Marca di Ancona, nel terzo pilone a sinistra della navata centrale. Tutti gli altri affreschi risalgono alla seconda metà del XV secolo, tra cui la Passione di Cristo sulla parete sinistra dell’abside, realizzato da Giovanni de Scotiis di Piacenza nel 1462. Al cosiddetto Maestro di Borgiallo sono attribuiti il ciclo di affreschi del 1487, presente nella terza cappella della navata sinistra, raffigurante lo sposalizio mistico di santa Caterina e tracce di una Madonna della Misericordia, insieme alle figure dei santi sui pilastri della stessa cappella, le Sibille del sottarco e la Madonna con Bambino della volta. Gli autori della terza cappella destra mostrano conoscenza dell’arte franco-fiamminga e dei suoi sviluppi nella pittura provenzale nella rappresentazione dell’infanzia di Cristo, degli Apostoli e di una sacra conversazione che ricorda il ramo familiare Valperga di Villar. La cultura degli artisti attivi nella quarta e quinta cappella della navata destra, autori anche delle pitture esterne, è invece lombarda, legata alle ultime raffinatezze del gotico internazionale. Di altra mano è il dipinto sul contraltare della quinta cappella, il Cristo di Pietà, dove il pittore denota una personalità autonoma con influenze della pittura fiamminga. Nella navata centrale sulla parete destra si trova il grande affresco rappresentante i miracoli e le opere di san Michele Arcangelo, probabilmente del XV secolo.
Pregevoli sono il tabernacolo ligneo dell’altare maggiore, gli altari barocchi di Maria Liberatrice e della Madonna del Rosario ed il fonte battesimale.

Bibliografia:
- Anselmi G. E., La chiesa di San Giorgio in Valperga - Raccolta di dati- Edizioni Satet, Torino, 1943
- Anselmi G. E., La chiesa di San Giorgio in Valperga, con aggiornamenti storici e critici di Giovanni Bertotti, Edizioni Corsac, Cuorgnè, 1992
- Autori vari e a cura dell'Associazione Amici di San Giorgio in Valperga-Onlus, La chiesa di San Giorgio in Valperga, Edizioni Nautilus, Torino, 2010.

Affreschi 
XII - XV secolo
Altre opere d'arte 
Tabernacolo ligneo, altari barocchi e fonte battesimale
Note particolari 

Escursioni su antica strada da Valperga al Santuario di Belmonte (Sacro Monte UNESCO, punto panoramico)

Il monumento in dettaglio 
Indirizzo 
Piazza G. Anselmi (area Castello), Valperga
Gestione 
Associazione “Amici di San Giorgio” Sede: Piazza della Chiesa n.1 - Valperga - tel 0124 617174 - www.amicisgiorgiovalperga.it