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San Rocco

San Maurizio Canavese
Barocco
Edificazione 
XVII secolo

Cenni storico-artistici

La cappella di San Rocco è stata costruita su un precedente sacello dedicato a San Firmino nei primi anni del Seicento per invocare la protezione celeste sugli abitanti di San Maurizio che lo annoveravano come loro avvocato contro le terribili pestilenze che decimavano gli abitanti al tempo. Basti pensare alla “grande peste” del 1630 che provocò la morte di ben 690 sanmauriziesi quando il paese contava all’incirca 2000 abitanti.
Nelle sue adiacenze, all’ingresso del borgo, già nel 1599 si vergavano i bollettini sanitari di libera circolazione, resi necessari dal contagio che in quell’anno infieriva.
Nell’anno 1700, come confermato dalla data incisa sotto il cornicione, la cappella aveva già la forma attuale. La stessa si presenta in semplici forme barocche, con un piccolo campanile. Sulla facciata vi è la nicchia con la statua del Santo, acquistata nel 1931; al di sotto, tre cornici polilobate racchiudevano altrettanti affreschi che rappresentavano la Sindone al centro, san Maurizio a sinistra e san Firmino a destra.
Nel 1802, con la soppressione degli ordini monastici disposta dagli editti napoleonici, il materiale del Convento (ove attualmente ha sede l’istituto Fatebenefratelli) venne disperso ed il bellissimo altare in legno di foggia barocca, datato 1762, fu richiesto dalla Società di San Rocco ed adattato alla cappella; lo stesso, probabilmente realizzato da un frate, è un capolavoro nel suo genere. Il tabernacolo mostra la figura dell’Agnello in bassorilievo e una ricca decorazione sulla facciata e lesene laterali.
L’icona centrale rappresenta la Pietà con la Vergine Addolorata ed i Santi Rocco e Sebastiano; questo soggetto sostituì un’immagine della Madonna degli Angeli probabilmente deteriorata; le iniziali AM (Ave Maria) intrecciate sono poste sopra le porte laterali. In due quadri ovali vi sono le figure di San Francesco d’Assisi e San Carlo Borromeo, dipinti originali dell’epoca dell’altare e molto belli.
Lateralmente all’altare vi sono due affreschi Settecenteschi alquanto deteriorati, rappresentanti diversi santi, entro cornici decorate con discreto stile. Gli stessi erano stati realizzati per conto del barone Bianco di Barbania, di cui compaiono parti dell’insegna gentilizia, che abitava nel palazzo dove, ora, c’è il municipio.
Assieme all’altare giunse in S. Rocco un altro pregevole manufatto: un grande tabellone di carta dipinta a tempera, incollata su tela e sostenuta da telaio ligneo delle dimensioni di cm. 180 x 290. Il tabellone, che contiene inni gregoriani dedicati a vari santi francescani ed a Maria, veniva usato quale promemoria per i frati che cantavano nel coro del Convento.

Per quanto riguarda i dipinti possiamo citare due o tre ex-voto che portano le date 1719 e 1738, eseguiti con uno stile delizioso nella sua semplicità ed una pittura su tavola scontornata rappresentante Cristo deposto dalla Croce ed esposto durante la Settimana Santa realizzata nel 1860 dal cerettese Gioachino Cubito.
I lavori di conservazione sono continuati nel tempo; recentemente sono stati conclusi quelli di recupero pittorico della volta della chiesa eseguiti dalla restauratrice Camilla Torre e che si possono ammirare ora in tutta la loro bellezza.
Alla conservazione della cappella provvede la Pia Società di San Rocco.

Bibliografia
- C. Novero, G. Destefanis, G. Balma-Mion, Ël pais dle “teste quadre”. Analisi storica, ambientale, artistica della Comunità di San Maurizio Canavese, Tipolito Melli, Borgone di Susa, 1981
- Pia Società di San Rocco, monografia sulla cappella, realizzata in proprio, 2012

Affreschi 
XVIII secolo
Altre opere d'arte 
Altare in legno di foggia barocca, datato 1762, un grande tabellone con inni gregoriani
Note particolari 

Nella cappella sono conservati degli ex-voto.

Il monumento in dettaglio 
Indirizzo 
La cappella è ubicata nell’incrocio delle vie Tesio e Ceretta Inferiore, nelle vicinanze della piazza omonima
Gestione 
Pia Società di San Rocco