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S. Maria di Spinerano

San Carlo Canavese
Romanico
Edificazione 
inizio XI secolo
Cenni storico-artistici

Il borgo di Spinerano si trova ai confini del comune di San Carlo Canavese con quello di Ciriè, attraversato il torrente Banna; la cappella di Santa Maria è situata presso un campo giochi nella parte pianeggiante del paese. Si tratta di una costruzione di architettura romanica, edificata all’inizio del XI secolo, di probabile origine benedettina. L’edificio, allora a tre navate terminanti due con abside ed una con campanile, è menzionato, col nome di chiesa di “San Solutore in Spinariano” (o Spinairano), per la prima volta nel 1118, tra i beni appartenenti all’abbazia di San Solutore in Torino. L’appartenenza é confermata in un documento del 1289. Successivamente assunse il titolo di “San Maria di Spinariano” e nel 1349 venne annessa alla mensa dell’abbazia di San Mauro di Pulcherada, (l’odierna San Mauro Torinese) rimanendovi sino alla fine del Settecento. Fino alla prima metà del Seicento venne utilizzata come chiesa dalla comunità dei contadini della Vauda ad essa attigua; sostituita poi da quella di San Carlo Borromeo. Inizia allora il degrado della chiesa che viene descritta nella visita del 1770 come rusticum tugurium. Nel 1779 per ordine arcivescovile verrà ricostruita come la si può oggi osservare. Fu ridotta ad una sola navata terminante con abside e campanile incorporato sul fianco destro, e coperta da una volta a botte in sostituzione della vecchia copertura in legno. Nel 1840 la cappella passa in proprietà alla parrocchia di San Carlo Borromeo. Nel 1911, dopo un ulteriore restauro voluto dal conte Teodoro Messea e da Alfredo D’Andrade, venne dichiarata monumento nazionale.

La chiesa è a navata unica, di larghezza pari a circa 4,12 metri e di lunghezza circa 5,50. La facciata ricostruita nella seconda metà del secolo XVIII ha simmetria, determinata dagli spioventi del tetto a capanna, dalla porta d’ingresso sull’asse centrale, con un’apertura in alto e due finestrelle laterali.
L’esterno della suggestiva abside, di fattura romanica, è caratterizzata da cinque lesene, unite da archetti pensili delimitanti sei campate. Sono presenti tre piccole finestre arcate a doppia strombatura, in una muratura romanica di pietre e laterizio.
Anche il campanile, con copertura a cuspide, ha conservato la sua originaria struttura romanica. Alto circa 12 metri, proporzionato alle piccole dimensioni della chiesa, ha nella parte alta un ordine di aperture monofore, poi bifore nella soprastante cella campanaria: piani segnati da archetti e cornice in cotto .

L’interno del catino absidale è coperto di affreschi eseguiti alla metà del Quattrocento dal pittore magistro Dominicus de la marcha d’Ancona, come recita la firma.
Si hanno notizie del pittore e della datazione degli affreschi da due bolle del papa Felice V (Amedeo VIII di Savoia). Nella prima, del 1444, si viene a conoscenza che Domenico Pago, appartenente al terzo ordine francescano, si era ritirato dodici anni prima a vivere in solitudine come eremita nella chiesa di Santa Maria di Spinerano e a sue spese l’aveva restaurata costruendovi vicino la sua piccola abitazione. Nella seconda bolla, del 1449, si stabilisce la vacanzia del beneficio ecclesiastico, quindi, indirettamente, si pensa alla morte o alla partenza del religioso dal luogo; di conseguenza gli affreschi sono databili anteriormente al 1449.
Al centro della calotta è dipinta una Madonna in trono col Bambino circondata da Sante, tra le quali, a destra, si riconoscono santa Elisabetta e santa Maria incinte. Alle loro spalle sono sant’ Anna, sant’Antonio Abate che pone la mano sulla spalla del committente (probabilmente lo stesso pittore). Alla sinistra è santa Caterina d’Alessandria, con santa Chiara e santa Maria Maddalena. La Vergine reca in capo una corona ed indossa un'ampia e ricca veste dai riflessi perlacei, con rosoni. Il trono su cui siede è in legno traforato, ornato di nicchie, secondo il modello bizantino. Anche il Bambino ha un elegante abito, color mattone con risvolti in pelliccia. Evidente l’ interesse del pittore, sui tessuti più che sulla espressione dei volti. Questa scena al centro del catino è racchiusa da un ricco fregio con fiori rosa e racemi realizzati a stampo.
Al di sotto, nel catino absidale, si ergono le figure dei dodici Apostoli, ciascuno con un cartiglio che riporta un versetto del Credo, scanditi da cornice geometrica.
La composizione ha impianto medievale, con figure che risentono dell’influsso gotico, soprattutto nella bidimensionalità del disegno. Dalla decorazione degli abiti e dalla ricchezza del panneggio si risale all’importanza locale dell’arte tessile. Raffinati i visi della Madonna e delle due sante alla sinistra. La figura dell’apostolo san Taddeo è stata ritoccata alla fine del Cinquecento perché il tratto è più raffinato e i colori differenti. In alto sul timpano centrale compare la scena dell’Annunciazione, con una rara rappresentazione della Trinità.
Resti di affreschi romanici con richiami agli apostoli affiorano nel catino absidale e sull’arco sovrastante il semicatino. Qui compaiono tracce di fascia affrescata con disegno di mattoni posti a dente di sega, simile a quello nella Chiesa di San Martino a Ciriè.
La cappella è stata restaurata completamente tra il 2016 e il 2017 sia nell’interno che all’esterno.

Affreschi 
Prima metà XV secolo tra cui ciclo di affreschi del Magister Dominicus de la Marca d’Ancona
Il monumento in dettaglio 
Indirizzo 
Borgata Spinerano
Gestione 
Comitato Chiese Antiche