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Santa Maria degli Angeli

Cirie' - località Robaronzino
Barocco
Edificazione 
XVII secolo

Cenni storico artistici

Tra le numerose cascine sorte nei secoli scorsi nelle campagne che circondano il centro abitato di Devesi (frazione di Ciriè), quella di Robaronzino é una delle piú antiche e delle piú belle. La struttura originale del complesso, che ancora oggi é circondata su tre lati dall'antico muro di cinta in pietra e mattoni, risale al XVII secolo. Dalla pulitura del portone originale della chiesa è emersa l'incisione della data "ADI' 22 AGOSTO 1661". I piú antichi documenti che citano Robaronzino come cascina risalgono agli ultimi decenni del Seicento ma questo complesso visse le vicende più importanti della sua storia nella prima metà del Settecento quando il banchiere Antonio Faccio di Carignano ne acquisì la proprietà (1735) e costituì una cappellania presso la chiesa della cascina (1741).
Antonio Faccio fu un vero e proprio magnate del suo tempo: molto devoto alla Vergine Maria, fece costruire nei pressi di Carignano il santuario del Valinotto, gioiello barocco, e l'Opera Pia di Carità nel centro di Carignano. Lavorarono ad ambedue le opere l'architetto Bernardo Vittone ed il pittore Pietro Francesco Guala. La cascina Robaronzino fu per il Faccio anche abitazione poichè egli morì proprio in questa sua proprietà nel 1743. L'affezione per questo luogo è dimostrata dal fatto che anche qui egli volle lasciare traccia della sua devozione: oltre a costituire la cappellania con cappellano residente che celebrava la Messa quotidiana ed impartiva il catechismo ai piccoli della borgata, egli volle arricchire artisticamente la chiesa.
L'edificio fu elevato, fu eretto il bel campanile, fu realizzato l'altare policromo: questi interventi furono molto probabilmente opera del Vittone. Le pareti e l'abside furono decorate da splendidi stucchi, attribuibili ai maestri luganesi e da un ciclo pittorico dedicato alla Vergine. Delle cinque grandi tele collocate nella chiesa, quattro (quelle sulle pareti laterali) sono state identificate dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Piemonte come opere del pittore P.F.Guala: nell'ordine, partendo dalla prima a sinistra di chi entra, l'Annunciazione, la Nascita di Maria, la presentazione di Maria al Tempio, la Presentazione di Gesù al Tempio (o Circoncisione di Cristo); la pala d'altare, pregevole ma di autore incerto (probabilmente si tratta di Francesco Trevisani, autore della pala di Sant’Uberto, chiesa della Reggia di Venaria), raffigura l'Immacolata Concezione.
La "scoperta" del prestigioso nome dell'autore delle quattro tele laterali risale al 1996. Alcune famiglie di borghigiani, da sempre molto affezionate alla "loro" chiesa, decisero di avviare il restauro a loro spese poiché la parete sinistra ed in particolare la tela dell'Annunciazione si presentavano assai rovinate dalle infiltrazioni di umidità. Nel corso del restauro della tela la Soprintendenza identificò due delle tele di Robaronzino in una monografia dedicata al Guala: le fotografie ritraevano le Presentazioni di Maria e di Gesù realizzate dal Guala in formato molto più piccolo ma erano identiche alle tele di questa chiesa.

Bibliografia:
- Caterina Calza-Attilio Bonci “Pietro Francesco Guala a Robaronzino-Capolavori del barocco piemontese in una chiesa di Ciriè”, Grafica Santhiatese 1998

Altre opere d'arte 
Quattro tele di P.F. Guala, pala d’altare dell’Immacolata Concezione, stucchi policromi ed altare di B.A. Vittone.
Il monumento in dettaglio 
Indirizzo 
Frazione Devesi, presso la cascina Robaronzino
Gestione 
Parrocchia di San Pietro Devesi